giovedì 26 febbraio 2015

Orange-lemon chiffon cake


Una versione di dimensioni ridotte di questo splendido cake.

Una bella forma circolare, alta. Un colore luminoso che ispira giornate primaverili, soleggiate. La consistenza spugnosa e umida, soffice come una piuma. Una torta americana nata nel 1920 da Henry Baker. Popolarissima negli anni '50, diventa invece quasi una sconosciuta negli anni successivi e finalmente tornata alla ribalta negli ultimi anni, perché la merita tutta! Diffusa in rete con il nome di fluffosissima, grazie a Monica che ce ne ha fatto innamorare facendocela assaggiare lei, per prima. Le mie piccole varianti e la gioia di realizzarla, perfetta, buonissima. 





Ingredienti per uno stampo da 20 cm
128 gr di farina 00
128 gr di zucchero semolato bianco
6,5 gr di lievito
1 gr di sale fino
3 uova medie a temperatura ambiente
80 ml di succo di arancia
50 ml di succo di limone
53,5 ml di olio di semi di girasole
semini di 1/4 di baccello di vaniglia
q.b. scorza grattugiata bio di arancia 
q.b. scorza grattugiata bio di limone
1 gr circa di cremor tartaro 




  • 1. Versare in una ciotola tutti gli ingredienti secchi (la farina setacciata con il lievito, lo zucchero, il sale)
  • 2. Separare i tuorli dagli albumi e sistemarli in due diverse ciotole.
  • 3. Ai tuorli aggiungere nell'ordine: l'olio, il succo di arancia, il succo di limone, scorza di arancia e limone, vaniglia mescolando con una frusta a mano.
  • 4. Incorporare gli ingredienti secchi fino a ottenere un impasto omogeneo. A questo punto montare con le fruste elettriche per circa 20 minuti a velocità media.
  • 5. Nella ciotola degli albumi aggiungere il cremor tartaro e montare a neve ben soda.
  • 6. aiutandosi con un leccapentola e con movimenti dal basso verso l'alto incorporare gli albumi all'impasto principale.
  • 7. Versare nello stampo alto con il buco al centro, senza imburrare le pareti. Temperatura 160° per circa 35 minuti.
  • 8. Se avete lo stampo apposito con i piedini capovolgete e lasciate a testa in giù fino a che non scende da solo. Oppure inserite lo stampo a testa in giù nel collo di una bottiglia. Io ho messo due piedini improvvisati con dei piccoli piattini da salsa ai bordi dello stampo. 


Questo ultimo passaggio è importante e serve a far sì che il dolce non si sgonfi ma resti alto e arioso.
E' un dolce dal "bel caratterino", come dice il libro California Bakery, perché basta un piccolo errore nel mescolare o dividere gli ingredinte per poter andare incontro a un flop.
Ma se seguite bene le istruzioni andrà tutto per il meglio.
Se ci sono riuscita io!!!




sabato 14 febbraio 2015

Capresine di kamut con lievito madre





Che meraviglia che sono le capresine e le friselle fatte in casa! Appena Federica mi ha regalato Gino il suo lievitino, l'ho battezzato con la preparazione di questa bontà! Un mix giusto di farine, un altro dono fatto da un'altra amica cara, Sabry, che mi ha omaggiato della farina di malto e in un gioco che farei all'infinito... ecco le capresine gustose, fragranti... e sempre poche! Non mi resta che lasciarvi la ricetta e tornare con le mani in pasta! E già, perché Gino si sta rinfrescando ben benino per tornare all'opera!
 E non ultimo da non dimenticare l'aiuto offerto da Eva che con la sua esperienza mi ha portato sulla strada giusta per sfornarle... gustose come non mai!

Ingredienti

100 g farina di semola rimacinata
300 g farina 0 macinata a pietra
190 g farina integrale bio di kamut
10 g farina di malto 
320 g di acqua
150 g lievito madre rinfrescato 4 ore prima.
Esecuzione
Ho messo il lievito madre spezzettato nella planetaria insieme al mix di farine e al malto d’orzo, l’acqua e ho lasciato lavorare fino a quando ha cominciato a incordarsi. A questo punto ho messo sale e olio. Ho lasciato agire per un po’ prima di terminare il lavoro sulla spianatoia.



Ho fatto una palla di impasto che ho lasciato lievitare in una ciotola unta e coperta con la pellicola per circa 2 ore.


Ho ripreso l’impasto e ho preparato delle palline di circa 50 gr l’una. O le lascimo così a pallina, oppure si allungano e poi si chiudono a ciambellina prima di  lasciarle lievitare di nuovo per circa 5 ore fino al raddoppio (4-6 ore a seconda della temperatura esterna). Dopo la seconda lievitazione il foro della ciambellina quasi si chiude. 
Le ho infornate per circa 10 minuti a 240°, le ho sfornate, lasciate raffreddare e tagliate a metà e poi rimesse in forno per altri 10 minuti per lato o anche meno (sono piccoline, non ci vuole molto tempo!) a 180° (regolarsi con il proprio forno, però!). Sfornarle e lasciarle freddare. 

Più passano i giorni e più sono buone! Si mantengono bene in una scatola di latta oppure in un sacchetto per alimenti o in un contenitore di vetro a chiusura ermetica.








Ringrazio lo scambio di informazioni con Federica perché inizialmente io avevo optato per la farina di farro e lei mi ha spiegato perché non avrei potuto usare la farina di malto con la farina di farro.... E con quella di kamut è andata benissimo!
E poi non si dica che non c'è collaborazione tra foodblogger!! 
Per me sempre curiosa di saperne di più è stata un'illuminazione. Forse può servire a qualcun altra.... e ecco qua:






E con lo stesso impasto anche loro, le mitiche friselle! Solo una pezzatura più grande!




Ho deciso.... le rifaccio!!!





domenica 8 febbraio 2015

Risotto con orata al profumo di agrumi e finocchio selvatico



Penso capiti a molte di noi, di provare un prodotto nuovo, di cucinarlo, di apprezzarlo, fotografarlo, mettere la ricetta tra i post da pubblicare e poi dimenticarsene perché presi da mille altre faccende. Così ieri mi sono messa a curiosare tra le mie ricette ancora inedite. E questa mi ha colpito. Ricordo che mi piacque molto. Il riso Acquerello merita veramente molto. Un po' su di prezzo, ma a ragion veduta. Se volete potete anche andare sulla pagina ufficiale di Riso Acquerello per poterne constatare che i soldi li vale tutti... basti pensare che è invecchiato sette anni e il germe è reintegrato al suo interno... Un riso carnaroli integrale di nuovo... ma non nell'aspetto. Non lasciatevi però scoraggiare. Per questa ricetta può essere usato anche un altro riso Carnaroli. E secondo me vale la pena provare. 


Ingredienti per 4 persone
Per il risotto
Tempo di preparazione 10 minuti – tempo di cottura 20 minuti


250 g riso Acquerello
2 orate di media grandezza
1 piccolo scalogno
Zeste di 1 arancia piccola
Zeste di 1 limone piccolo
1 zucchina romanesca media
1 cucchiaio di pepe sichuan
Qb finocchietto selvatico
Qb olio extravergine di oliva
½ bicchiere di vino bianco secco
Fumetto di pesce
Qb Sale



Il riso Carnaroli Acquerello viene coltivato, raffinato e confezionato in Italia nella Tenuta Colombara dalla famiglia Rondolino. L'alta qualità di questo riso è data dall'invecchiamento del riso grezzo tenuto al fresco nei silos il più a lungo possibile perché l'amido, in presenza di ossigeno, perfezioni nel tempo le sue caratteristiche. Il tempo di invecchiamento è di almeno un anno e fino a sette anni. Nel riso Acquerello la gemma, che si separa dal riso in fase di sbiancatura e che di per sè contiene preziose sostanze nutritive, viene recuperata e restituita al riso bianco con un procedimento brevettato. Per questo Acquerello è l'unico riso bianco ricco come il riso integrale 


Per il fumetto di pesce
Tempo di cottura 40 minuti circa

Lische e teste dell’orata, sedano, cipolla, carota, prezzemolo e gambi, grani di pepe misto, alloro, sale.


Preparazione:

Eviscerarle le orate e lavarle sotto il getto dell’acqua corrente. Ricavarne 4 filetti  e metterli da parte. 
Preparare un fumetto con testa e lische unitamente agli odori, al pepe e al sale. Dopo circa 40 minuti scolare, filtrare e mettere in un pentolino a fiamma bassa per mantenere la temperatura.


Ricavare le zeste degli agrumi. Grattugiare a fori larghi la zucchina e metterla in un colino.

Preparare un’emulsione di olio extravergine di oliva e finocchietto selvatico con un pizzico di sale. Occorrerà 1 cucchiaino porzione.

Ridurre a piccoli bocconcini 3 filetti di orata. Privateli anche della pelle e togliere tutte le spine eventualmente rimaste dalla filettatura.

Tritare lo scalogno e rosolarlo il olio extravergine di oliva, unire il riso e farlo tostare. Sfumare con il vino bianco secco. Aggiungere un mestolo di fumetto di pesce. Dopo circa 5 minuti aggiungere le zeste e la zucchina. Continuare per altri cinque minuti la cottura rimboccando man mano che serve altro fumetto di pesce.

A questo punto aggiungere i bocconcini di filetto di orata e proseguire la cottura aggiungendo man mano altro fumetto.

Nel frattempo ridurre a listarelle l’altro filetto rimasto, con tutta la pelle e farlo saltare per un paio di minuti con olio extravergine di oliva, sale e pepe sichuan tostato e appena pestato. Appena spento aggiungere qualche ciuffetto di finocchietto selvatico.

Mantecare bene il riso e impiattarlo con l’aiuto di un coppapasta ponendo in cima l’orata saltata in padella, un cucchiaino di emulsione di olio al finocchietto. Guarnire con altre zeste e piccoli ciuffetti di finocchio selvatico.

Un buon risotto si apprezza in tutte le stagioni. Fa freddo fuori... Riscalda veramente molto!

Buona domenica!


Con questa ricetta partecipo al contest di Sabrina
Regalami un risotto 


mercoledì 4 febbraio 2015

Cocco licorice cake



E il pacchetto arrivò!
E tra le tante delizie la nuova polvere di liquirizia. 
Lei, la dolcezza in persona, l'inimitabile Fede del web.... colpiva ancora nel segno! 
Sapeva quanto mi era piaciuta e io ho detto: la rifaccio! 
Vado a cercarmi la ricetta e mi rendo conto di averla fatta, fotografata e.... mai postata! 
E in questo giorno di fermata obbligata a casa, in cerca di una coccola che mi gratifichi...
mi ricopio la ricetta di nuovo, accendo il forno.... e voi godetevela insieme a me!




PER UNO STAMPO 30 X 11

150 gr di fecola di patate 
125 gr di farina di riso
 2 uova 
170 gr di zucchero
180 gr di kefir 
50 gr di olio di semi di girasole
50 gr di cocco macinato
20 gr di polvere di liquirizia  
 1 cucchiaino di cremor tartaro(6 gr) 

(Le piccole modifiche sono dovute all'utilizzo di ingredienti presenti in casa...)



E lei mi ha suggerito di fare così
Ho montato le uova con lo zucchero fino a renderle spumose. Ho aggiunto l'olioa filo, e poi un poco alla volta il mix di farina di riso, fecola e lievito, alternandolo al latte di kefir. Solo alla fine ho aggiunto il cocco grattugiato. Ho mescolato tutto per bene fino ad avere un composto senza grumi e l'ho diviso in due ciotole. In una di queste ho aggiunto la polvere di liquirizia. 
Ho imburrato e infarinato uno stampo per plumcake e ho alternato il contenuto delle due ciotole in modo tale da dare un effetto marmorizzato. Infine ho infornato in forno caldo al 180 gradi per tre quarti d'ora.... ma con il mio forno ne bastano 40! Prova stecchino sempre valida!

Questa è la ricetta delle foto.... Oggi dovrò fare qualche altro piccolo cambiamento perché in casa non ho nè il kefir né la farina di riso.... Ma ho la superpolvere di liquirizia!!!

Buona influenza a tutti.... buoni malanni di stagione e coccolatevi, coccolatevi, coccolatevi!!! 

domenica 21 dicembre 2014

Farro e gamberi... la complicità in una ricetta


Tutto nasce dall'avere due case nello stessa località, Borbona, un ameno paesino sull’Appennino laziale, adagiato in una ampia vallata, dove scorre lentamente un piccolo fiume disegnando ampie curve, circondata dalle catene del Terminillo, del Gran Sasso, dei Monti della Laga e dai loro contrafforti collinari ricoperti da boschi di querce, castagni e noccioli.


Anzi, in realtà le case sono tre e, per una strana coincidenza, l'una attaccata all' altra e la terza, piccola ma deliziosa, Sabrina la mette a disposizione di Elena. Ci vuole poco ad organizzarci e, detto fatto, 
ci ritroviamo noi tre a trascorrere a trascorrere qualche giorno insieme condividendo le nostre passioni tra cavalletti, macchine fotografiche, computer, tablet e pentole: cucinare, fotografare, scrivere.


Ogni cosa scorre come in un meccanismo ben oliato, avevamo detto di pranzare insieme un giorno e ci siamo ritrovate a condividere ogni pasto, a cucinare insieme, a chiacchierare , a farci confidenze! E tutto con grande naturalezza e con la collaborazione dei rispettivi mariti che, rispettando il nostro desiderio di stare insieme, hanno anzi contribuito, chi fornendo materiale per i set, le famose e tanto amate tavole, chi procurandoci la materia prima per i nostri piatti, dei bellissimi funghi appena raccolti. Insomma, un pizzico di sana e simpatica presa in giro da parte dei nostri mariti, un nonnulla di solidarietà maschile, un'abbondante dose di risate e chiacchiere, una generosa manciata di allegria, una bella presa di rispetto reciproco...ed ecco la ricetta perfetta per giorni che non dimenticheremo! Da tutto questo è scaturita la necessità di raccontare questa esperienza attraverso la realizzazione di un piatto a sei mani che, come dice Elena , non è poi così complicato da richiedere il lavoro di tutte, ma che rappresenta queste belle giornate passate insieme (Candida)


* * *  
                                        
Dopo tanto parlare, finalmente si è concretizzato il nostro desiderio di trascorrere qualche giorno insieme. E finalmente sono arrivate le mie amiche di passioni...essì perchè le nostre passioni sono tante: la cucina, la fotografia, la ricerca per mercatini di materiali per allestire i set, la maniacalità per i prodotti di qualità. Le mie amiche di passioni dicevo, Candida ed Elena. Candida, come me ha una casa a Borbona mentre Elena è stata ospitata in una seconda mia casa che avevo allestito per lei come se fosse un bed&breakfast: una casetta piccolina ma accogliente. Ma non si poteva stare divise per cui abbiamo trascorso quattro giorni praticamente chiuse a parlare, parlare, parlare e cucinare, fotografare...una meraviglia! Non trascorrevo giornate così serene da tanto tempo….è incredibile quante cose abbiano da dirsi le donne...non si esauriscono mai...cervelli sempre in movimento per la disperazione degli uomini. La pazienza è stata il fattore determinante di queste giornate, i nostri mariti ci hanno aiutato a stare serene, con discrezione e tanto autoironia, ci hanno assecondato e aiutato nel recupero di vecchie tavole...anche queste sono coccole ma a loro non lo diciamo! 




E così mentre si ragionava, si fotografava e si cucinava è nata questa ricetta a 6 mani e tre teste...un piatto semplice con un farro gentile locale che ci ha seguito per tutta la preparazione donando egregiamente la sua bontà e l’ingrediente principale è stata la complicità! Così è nato un piatto eccezionale un confort food lo potrei definire, un piatto che ci ha scaldato i cuori e messo tutti d’accordo! 
Bellissimo è stato cucinare e fotografare, allestire un set idoneo alla ricetta, trovare i colori, le luci...già le luci! Se poco poco si spostava l’obiettivo si vedeva me e Candida a sorreggere una tovaglia bianca per dar modo ad Elena di scattare la foto giusta con la giusta luce, la foto di pancia, come la chiama lei!  E quante risate, e pensieri e confidenze...siamo donne e siamo belle, forti e tenere allo stesso tempo! (Sabrina)


* * * 


Tre foodblogger diventate amiche strada facendo. Io Sabrina e Candida, con la stessa voglia di condividere la nostra passione, cucina e fotografia. L’occasione giusta arriva. Per Sabrina e Candida è facile organizzare una vacanza insieme, seppur di pochi giorni, perché sono originarie dello stesso paese, Borbona, e periodicamente vanno nelle loro case (ma che neanche si conoscevano prima di diventare bloggalline!!!!). L’altra occasione è stata la splendida casetta di Sabrina libera, da mettere a disposizione per me, come se fosse un B&B con tanto di dono di benvenuto! I giorni di ferie in comune, poi, hanno fatto il resto!. Una breve vacanza, decisamente insolita, ma così divertente!! Tutto è stato così naturale. All’inizio un po’ di imbarazzo per stare sempre a casa di Sabrina, quella con la casa più vissuta e quindi con a disposizione praticamente tutto, compreso il materiale per i set fotografici: tavole di legno, pentole in rame e alluminio di quelle “vissute”, cariche di storia e di tradizione, che tanto ci ispira, (altro che mercatino delle pulci dove andare a frugare, cercare e acquistare…).

Poi, tutto diventa naturale!
Ognuna di noi, senza interferenza dell’altra, si organizza per una parte di quella giornata, ognuna fa qualcosa in mezzo a tante risate, tanta allegria!
Accompagnano questi giorni anche tanta pazienza da parte dei mariti, che anzi aiutano nella ricerca di quel materiale che  potesse esserci utile e tanta discrezione, lasciandoci insieme praticamente la maggior parte della giornata. Sempre con il sorriso e, se vogliamo, … lo “sfottò” simpatico da parte loro, con la promessa che prima o poi avrebbero scritto un post “dalla parte dei mariti delle foodblogger”! E se la manterranno, ne leggerete delle belle!!!


E’ nata così l’idea di preparare una ricetta a sei mani, non perché fosse difficile e avesse bisogno di ben 6 zampe per essere eseguita, ma solo per avere una ricetta che diventasse il ricordo di questi bellissimi giorni trascorsi insieme… E ci ha detto anche bene, perché sembra proprio che ai mariti e al bimbo, sia piaciuta assai… La frase a dimostrazione di ciò? “Ma non ce ne sta più? Proprio una volta che mi piaceva tanto!” Mentre noi proteggevamo a spada tratta l’unica porzione messa via per essere fotografata… (Elly)



Ingredienti per ogni persona 


100 gr di farro perlato
100 gr gamberi sgusciati
100 gr di polpa di pomodoro fresco
basilico q.b.
prezzemolo q.b.
brodo di pesce circa un quarto
vino un paio di cucchiai
sale e pepe q.b.
peperoncino q.b.
1 spicchio di cipolla 
olio evo 2 cucchiaio circa

Preparazione
Per prima cosa ho lavare il farro e lasciarlo a bagno in acqua fredda per circa 30 minuti.
In una padella soffriggere nell'olio la cipolla
tritata finemente e il peperoncino. 
Aggiungere i gamberi sgusciati tagliati a pezzetti, lasciandone qualcuno intero. 
Salare e pepare. 
Quando è tutto rosolato sfumare con il vino 
e lasciare evaporare.
A questo punto aggiungere la polpa di pomodoro e il basilico 
e cuocere per circa 5 minuti. 
Unire il farro e un mestolo di brodo e amalgamare prima di trasferire il tutto in una pentola di coccio (o altra pentola che possa andare in forno) 
insieme al rimanente brodo di pesce. 
In pratica bisogna ricoprire tutto il farro e oltre di circa un dito.


Cuocere in forno già caldo a 180 gradi per circa 35/40 minuti.
Lasciare intiepidire prima di servirlo cosparso di prezzemolo tritato e di un filo d'olio extravergine di oliva.


E i miei auguri per le prossime feste natalizie vanno a tutti voi che passate nel mio blog, e a tutte le amicizie che  in questi anni si sono concretizzate tra le pagine di Chez Entity. 
Auguri anche a  tutte voi  Bloggalline
... complici del nostro primo incontro!

Tra pochi giorni, il 31 dicembre, il mio blog compirà tre anni. Mai e poi mai avrei immaginato di incontarci così belle persone! Miglior regalo di questo, non c'è!



domenica 14 dicembre 2014

tiella con cipolle di Tropea e scamorza



Chi non ama le cipolle storcerà il naso. Ma sono altrettanto certa che chi tra loro avrà il coraggio di assaggiare si renderà conto quanto siano buone e dolci e saporite... e penseranno di aver perso tanto fino ad oggi per non aver osato prima. Io sono una di quelle! Se poi per la nostra preparazione utilizziamo un prodotto di eccellenza come le rosse Tropea, la delusione non vi sfiorerà nemmeno lontanamente. 

Ispirata ad una delle tante varietà della mitica tiella di Gaeta, personalizzata per il forno di casa mia. 

Per l'impasto ho utilizzato gli stessi ingredienti della tiella di Gaeta con il polpo che trovate qui

500 gr  di farina 00 
20 gr di lievito di birra
2 cucchiai di olio evo
Circa 200 gr di acqua tiepida... (quanta ne occorre per un impasto morbido, un quarto almeno)
1 cucchiaino di zucchero
sale fino




Per il ripieno:
800 gr di cipolle rosse di Tropea
3 cucchiai di parmigiano reggiano
3 cucchiai di pecorino romano
3 uova
1 scamorza tagliata a cubetti
olio extravergine di oliva
prezzemolo
sale e pepe




Prepariamo la pasta
Ho sciolto il lievito di birra in mezzo bicchiere di acqua tiepida e 1 cucchiaino di zucchero (o di miele in sostituzione) e l’ho lasciato riposare una decina di minuti poi l’ho posto al centro della farina setacciata, con l’olio. Ho cominciato a  impastare aggiungendo man mano l’acqua tiepida fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico. Mentre impastavo ho aggiunto un po’ di sale. Ho fatto una palla che ho coperto con un canovaccio e ho lasciato lievitare circa un’ora in luogo tiepido(fino al raddoppio).

Cuciniamo il ripieno
In una capiente padella cuociamo le cipolle affettate sottilmente con l'olio. Appena saranno imbiondite spegnere e lasciare intiepidire e poi aggiungere le uova sbattute,il trito di prezzemolo, il parmigiano e il pecorino grattugiati. Mescolare bene. Tagliare la scamorza a pezzetti.

Stendiamo ... e riempiamo!
Ho steso due dischi di pasta, uno leggermente più grande dell’altro. Con quello di diametro maggiore ho ricoperto una teglia (TIELLA) unta di olio coprendone il bordo, ho versato il ripieno di cipolle e formaggi e poi la scamorza per ultima. Ho coperto con l’altra metà della pasta. Ho sigillato bene il bordo, ho  spennellato d’olio e , punzecchiato con rebbi di una forchetta ed infornato a 200° per circa 40 minuti.


Per me.... una vera prelibatezza. E per voi?




sabato 6 dicembre 2014

Pollo all'arancia con finocchietto selvatico


Il tempo delle arance è arrivato. L'agrume che preferisco in assoluto, così versatile, pronto a essere gustato così al naturale o per insaporire e anzi, direi esaltare, i nostri piatti.

Oggi ci ho preparato una marinata per il pollo. E non si butta via niente.... Scorza e succo in abbondanza. E come sposarlo al meglio? Ma con il mitico finocchietto selvatico! Quanto mi piace questo binomio!



Ingredienti x 4

1 pollo tagliato a pezzi e spellato
1 arancia, possibilmente da agricoltura biologica
2 spicchietti di aglio rosso
1 mazzetto di finocchietto selvatico
sale e pepe q.b.
olio extravergine di oliva
1/2 bicchiere di vino bianco

Preparazione

Ho lavato bene il pollo, l'ho asciugato e l'ho messo a marinare con il succo dell'arancia, un po' di olio, 1 spicchietto di aglio spremuto, sale e pepe. Ho lasciato marinare in frigorifero per un paio di ore. 
Ho scaldato un giro di olio con uno spicchio di aglio incamiciato. Ho scolato il pollo dalla marinatura (mantenendola da parte filtrata) e ho fatto rosolare bene. Ho aggiunto a questo punto il vino e ho fatto sfumare e poi il succo della marinata la scorza grattugiata e altro di finocchietto. Ho lasciato cuocere prima a fuoco lento fino a cottura ultimata e poi alla fine ho alzato la fiamma per far restringere e addensare la salsa. 



Delizioso. Un profuomo invitante e un gusto delicato e allo stesso tempo avvolgente. In tutta la sua semplicità!

Buona lungo fine settimana a tutti!

domenica 30 novembre 2014

Spaghetti di farro all'aglio rosso di Sulmona e peperoncino


Potrebbe sembrare un piatto banale: aglio, olio e peperoncino.
Quante volte lo abbiamo mangiato?
Quest'anno l'ho provato con due prodotti eccezionali, una di quelle idee che ti fanno dire: "Non ci sta niente da fare, la riuscita di un buon piatto passa per la bontà delle materie prime!"
E così è stato.
Non i soliti spaghetti, ma un particolare tipo biologico con farina di farro e l'aglio rosso di Sulmona che ne esalta il sapore. Per non parlare dell'olio. Ho la fortuna di poter avere un ottimo olio in regalo direttamente dai produttori, dalle campagne ciociare, genuino, saporito e delicato al punto giusto. Il peperoncino e il prezzemolo sono del mio giardino...
Non faccio pubblicità a nessuno, se non a prodotti di qualità!
E gustarsi un piatto così semplice, ma dal sapore così intenso e gustoso..



Ingredienti
400 gr di spaghetti bio di farro integrale 
Qualche spicchietto di aglio rosso di Sulmona
Olio extravergine di olive ciociaro bio
prezzemolo e peperoncino my garden
sale

Procedimento

Lessiamo in abbondante acqua salata gli spaghetti di farro bio 
Nel frattempo mettiamo l'olio, il peperoncino e l'aglio tagliato a pezzettini in olio extravergine di oliva. Io ci metto anche un po' di sale. Far "sfrigolare" e spegnere.
Scolare gli spaghetti al dente e condirli direttamente della padella con aglio olio e peperoncino. Impiattare e cospargere di prezzemolo tagliato al momento.

Una vera bontà... 

giovedì 27 novembre 2014

Muffins caffè e cioccolata per mtc n° 43


Il mio primo mtc! Emozione e voglia di fare bene di non sbagliare. Non è facile per me in questo periodo, ma voglio esserci. E entro in punta di piedi e ... con una novità in assoluto.
Francy mi fa piacere cominciare con te, sei stata una delle prime persone incontrate nel web, con tanta simpatia e stima! 

MTC N. 43: LA RICETTA DELLA SFIDA DI NOVEMBRE 2014

è all'insegna dei mitici muffins, dolci e salati e per la prima volta la ricetta deve in qualche modo trarre ispirazione da un testo letterario. E la mia scelta è andata al caffè, e alla commedia di Eduardo "Natale in casa Cupiello" della quale vi riporto il passo dedicato al caffè...



Ed è proprio vero, caro Eduardo, sul caffè non si può, né si deve risparmiare! Sia per sorseggiarlo in tutta la sua bontà, sia per utilizzarlo come ingrediente della nostra ricetta. 
Per la buona riuscita di una ricetta ci deve stare sempre un prodotto di qualità e buono... e poi seguendo tutti gli accorgimenti suggeriti da Francesca ho preparato questi deliziosi muffins al caffè... e pure al cioccolato!


Ingredienti:


200 gr di farina 00
20 gr di caffè macinato
80 gr di cioccolato fondente tagliato a coltello
100 gr di zucchero di canna
1 pizzico di sale
1 uovo
1 vasetto di yogurt al caffè
1 tazzina di caffè espresso ristretto
100 gr di burro morbido
6 g di cremor tartaro
1/2 cucchiaino di bicarbonato



E i pirottini? Indecisa, come sempre!


Ho preriscaldato il forno a 180°.
Ho sistemto i pirottini nella teglia per i muffins. 
Ho mescolato farina, zucchero, polvere di caffè, la cioccolata fondente il sale e il lievito nella ciotola più grande.
Ho mescolato l'uovo, lo yogurt, il burro, e il caffè ristretto in un'altra ciotola e poi l'ho versato nella ciotola grande. Ho mescolato quel tanto che è bastato a amalgamare tutti gli ingredienti, senza lavorare troppo l'impasto. 
Ho riempito i pirottini per circa 3 quarti e ho infornato per 20 minuti nel forno statico. Ho fatto raffreddare su una gratella.










Con questa ricetta partecipo all'MTC n. 43
La sfida di questo mese sono "I Muffins" di Francesca Carloni del blog Burro e Zucchero 
questo mese la ricetta dee trarre ispirazione da un'opera letteraria 

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