sabato 11 ottobre 2014

Pollo alle cipolle di Cannara gratinato. Ricetta light



Questa estate, quando sono andata a Borbona a trovare la mia amica Sabrina, sono capitata il giorno di ferragosto quando si svolge un grande mercato dove affluiscono venditori anche dalle zone limitrofe. E così mi sono imbattuta nei cipollari di Cannara che vendevano la loro giustamente decantata cipolla e quindi non potevo farmela cscappare. A parte il fatto che solo a vedere queste confezioni colorate mette proprio voglia di provarla e di metterla anche in esposizione, per quanto sono belle. Ma dopo averne assaggiato il gusto me ne sono letteralmente innamorata. Adesso sto in crisi di astinenza... sta finendo! 

Vi propongo un piatto leggero, gustoso, adatto a chiunque. Chi vuole saperne di più su questa favolosa cipolla, può leggere le caratterstiche nella foto in basso.



Ingredienti per 2 persone
350 g di petto di pollo
200 g di cipolla di cannara
1cucchiaio di farina 
2 cucchiai di olio evo
brodo vegetale q.b.
1 cucchiaio di parmigiano reggiano
sale e pepe q.b.

Per il brodo vegetale: acqua, cipolla, carota, sedano, sale. Lasciar cuocere una quarantina di minuti, scolare e utilizzare il brodo.



Preparazione

Ho pelato e tagliato grossolanamente le cipolline, ho tagliato a listarelle il petto di pollo l'ho leggermente infarinato e ho saltato il tutto nell'olio extravergine di oliva, con poco sale e un pizzico di pepe. Appena rosolato ho aggiunto 1 mestolo di brodo vegetale.
Ho fatto riassorbire il liquido, ho cosparso con il parmigiano reggiano e ho passato in forno con il grill acceso, funzione ventilata fio a formare una leggera gratinatura superficiale.



E' un piatto povero di calorie, ma esaltato dal sapore di questa cipolla così delicata e gustosa nello stesso tempo. Un gusto ben equilibrato e soddisfaciente che neanche sembra di gustare un piatto light.
Se proprio non avete a portata di mano le favolose cipolle di cannara, è un piatto che si sposa benissimo con la cipolla di tropea, e alle brute.... a quella bianca, a quella dorata! Fate vobis!
Buon fine settimana a tutti. 


sabato 4 ottobre 2014

Busiate di grano duro timilia: al Sana di Bologna con Ecor e i suoi alimenti ritrovati!
























Quest'anno sono riuscita ad andare a Bologna per SANA 2014, la fiera dedicata esclusivamente al biologico certificato a partire dal cibo fino ad arrivare ai prodotti per il benessere che ha visto la partecipazione delle aziende produttrici di cosmetici biologici e naturali, integratori naturali, trattamenti naturali e prodotti e attrezzature per la cura della persona.
Presente anche il settore degli Altri Prodotti Naturali che ha ospitato le aziende produttrici di tessuti naturali e altri prodotti naturali per il tempo libero e hobby, e proposte alternative per l’abitazione ecologica.

Nel particolare sono stata ospite dello stand di Ecor, azienda all'avanguardia per quanto riguarda il cibo biologico certificato e che già da qualche anno, da quando l'ho scoperto, è presente nella mia cucina e utilizzato in alcuni piatti per il mio blog.

Ecor è presente sul mercato del biologico certificato con una quantità enorme di prodotti, dai legumi alla frutta secca, dai semi ai cereali e a tutti i suoi derivati, un'apoteosi di farine, pasta, riso da riempire gli occhi.



Ecor era presente con gli agricoltori di Le Terre di Ecor, ai quali il pubblico poteva porre domande e parlare della loro scelta per la terra. 
Ecor ci ha anche preparato un simpatico spazio spettacolo "Le mani in pasta" dove noi foodblogger guidati dagli attori della compagnia teatrale Koiné, abbiamo potuto realizzare le tagliatelle con farina di grano duro timilia e cicerchia. Un puro divertimento per noi amanti delle mani in pasta e tanta simpatia con gli attori che ci hanno coinvolto!

La bellezza di ben 6 di queste foto sono di Lalla.. io mi ero persa tra farine e cicerchia!

E naturalmente non potevo mancare di provare uno dei nuovi prodotti che ancora non conoscevo di di Ecor, le busiate di grano timilia.


Il grano duro timilia, insieme al Farro monococco e grano tenero Solina sono tre varietà della tradizione italiana che Ecor ci propone come cereali biologici antichi.
Più di una volta mi sono trovata a parlare del fascino e ammirazione che suscitano in me questi progetti. Anche in questo caso reso possibile dalla collaborazione di agricoltori biologici italiani che con pazienza, dedizione, passione, amore, hanno ricercato i semi, li hanno selezionati, li hanno piantati, seguiti e curati nella loro crescita fino a ottenere un prodotto che conservi intatto tutto il sapore delle cose buone di una volta. 

Ed è questo che ho sentito in bocca quando ho assaggiato il piatto che oggi vi propongo, un piatto con ingredienti semplici che potessero esaltare le qualità di questa pasta.

Busiate di grano duro timilia 
con pomodoro e basilico, melanzane e pecorino

Ingredienti per 4 persone
400 gr di busiate di grano duro Timilia di Ecor
2 melanzane medie tagliate a striscioline
400 gr di polpa di pomodoro
basilico q.b.
olio extravergine di oliva q.b
olio di semi di arachide q.b.
1 piccolo scalogno
pecorino romano dop


Saltare in padella lo scalogno tagliato sottile insieme a due foglioline di basilico, aggiungere la polpa di pomodoro e cuocere per circa 20 minuti. Spegnere e lasciare da parte.




Tagliare la melanzana a striscioline non molto grandi e friggerle in olio di semi di arachide e poi farle asciugare su carta assorbente. 

Aggiungerla al sugo di pomodoro lasciando qualche strisciolina per la decorazione del piatto
Lessare la pasta e condirla con la salsa di pomodoro, basilico e melanzane. 

Completare il piatto con qualche strisciolina di melanzana, il pecorino a scagliette e qualche fogliolina di basilico


Una bontà. La consistenza rustica della pasta  assorbe in maniera sublime il condimento e la consistenza rimane al dente al punto giusto. La consiglio. Una volta va provata!

Buon fine settimana a tutti!

lunedì 29 settembre 2014

Riso venere con gamberetti, pesto e salmone


Questo mese sono stata estratta per la rubrica di Claudia, di My ricettarium 



che ci aveva proposto di rifare la sua 
Insalata di riso nero con pesto, gamberetti e salmone. Una ricetta che mi era piaciuta molto e che ho rifatto volentieri.
Ho voluto dargli un piccolo tocco personale, e ho cambiato il pesto di Claudia, invece di un pesto classico di basilico e pinoli, ne ho scelto uno di rucola e mandorle (tanto per dire che ci ho messo qualcosa di mio, via!!).
E quindi ecco la mia versione, che avrei dovuto postare venerdì, ma ero in viaggio e ho dimenticato di programmare la ricetta!

Qui trovate la versione di Claudia, di seguito la mia.


Gli ingredienti per 4 persone

Per il riso sono rimasti invariati. Come Claudia...
gr. 300 di riso nero Venere
gr. 125 di gamberetti lessati
gr. 120 di salmone affumicato 

Per il pesto questa la mia variante 

1 mazzetto di rucola
20 gr di mandorle pelate + 20 gr mandorle non pelate
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
olio extravergine di oliva q.b
sale

aglio




Io ne ho fatto un piatto unico e per farlo tale l'ho accompagnato a:



20 mazzancolle 
(saltate in padella olio extravergine di oliva sale e pepe)
(20 pomodorini ciliegini) 

conditi con olio extravergine, sale, basilico.

Preparazione: 

Cuocete il riso in acqua bollente salata per il tempo indicato sulla confezione, scolarlo e raffreddarlo sotto l'acqua corrente.
Lavare la rucola e tamponarla con carta assorbente. Frullatela con con l'aglio, le mandorle, l'olio, il parmigiano. Aggiustate di sale ed unite altro olio se occorre.
In una terrina mettete i gamberetti lessati, il salmone affumicato tagliato a pezzetti, il riso e il pesto. Amalgamate bene il tutto, se occorre aggiungete altro olio extravergine. Coprite e mettete in frigo per almeno 2 ore. Servite su un piatto di rucola accompagnato da pomodorini conditi con basilico olio e sale e dalle mazzancolle saltate in padella con un filo di olio,sale e pepe.



E poi Claudia mi ha fatto 
le tre fatidiche domande...
  
1)  Ti è piaciuta?
Certamente, e non avevo alcun dubbio in merito. Mi ha stuzzicata da quando l'ho vista. E poi Claudia, mi dai sempre tanta fiducia!

2)  Hai trovato difficoltà nell'eseguirla?

Assolutamente no. La difficoltà semmai, sta nel fotografare il riso venere. Secondo me è poco fotogenico. Spero sia riuscita a farne qualcuna decente, tanto da poter trasmettere la bontà del piatto

3) Motivo di eventuali variazioni o sostituzioni agli ingredienti originali?

Inizialmente avrei voluto farla tale e quale a come ce l'avevi proposta tu. Ma mi stuzzicava di più l'idea di un pesto più deciso, meno dolce, come quello di rucola e mandorle. Credo di aver centrato il mio pensiero... e spero di aver stuzzicato te a provarlo con questa variante. Io da parte mia lo rifarò con il basilico!

Ve lo ripeto qui, oggi. Un piatto estremamente gustoso. secondo me è ottimo con entrambi i tipi di pesto, si presta bene sia in versione antipasto, che primo piatto o piatto unico. Porta sapore, gusto e allegria in tavola. Da ripetere... 
E naturalmente penso si sia capito... Sono stata felice di essere stata estratta!! 
Non è la prima volta che rifaccio una sua ricetta. Quindi so oramai per certo che quel che pubblica è veramente buono e da provare!!

Buona settimana a tutti!!!








sabato 13 settembre 2014

Torta rustica di farro



Molti di voi sanno già che mi piace provare le ricette dei miei amici foodblogger e di fargliene onore riproponendo la loro ricetta, a volte tale e quale come è, a volte con qualche piccola variazione, che il più delle volte è dovuta al fatto di non avere sottomano uno o due ingredienti. A tale proposito nel mio blog è presente la pagina "Come rubare le ricette agli amici foodblogger e vivere felici". Perché felici? Perché ho scoperto e amato una ricetta nuova, perché sono felice di rendergliene onore facendola conoscere ancor di più, senza arrogarmene la maternità. Stavolta è toccata alla mia amica Sabrina, una cuoca eccezionale, dalle mille idee, risorse e soprattutto preparata come pochi. Non lo scrivo perché è una mia amica. Chi ha il tempo e la voglia di soffermarsi nel suo blog, troverà veramente "pane" per i suoi denti per quanto riguarda tecniche, ricette, contenuti. Senza strombazzamenti... ma con piatti di chi ha l'anima di uno chef. E' puro amore. Mi spiace per chi non la conosce di persona e non ha la possibilità di sentirla parlare di cucina, ricette, tecniche.... vi perdete quell'espressione di pura beatitudine sul viso! 


E sempre lei mi ha fatto conoscere questo farro meraviglioso dell'azienda Filosini. Una volta cercavo il farro spezzato per una ricetta romana e non riuscivo a trovarlo. Ci ha pensato lei, facendomene dono gradito. E così la presenza del farro spezzato in questa ricetta è la prima piccola variazione del tema. La sua prevedeva farro perlato... 


E allora andiamo a vedere che cosa ho rubacchiato dal suo blog!

Torta rustica di farro di Natosottoilcavolo
Qui trovate la sua ricetta. In rosso le mie varianti

Per la pasta
150 gr. di farina 0
100 gr di farina integrale di farro bio
120 gr. di burro fuso
1 cucchiaio di acqua tiepida
sale


Per il ripieno
125 gr. di farro spezzato

30 gr. di burro
1/2 litro di latte p.s.
3 uova
pecorino e parmigiano q.b.
sale e pepe q.b.
Direttamente dal suo blog leggiamo....

Far bollire il farro per 15 m. in acqua salata. Scolarlo e rimetterlo in pentola con mezzo litro di latte e 30 gr. burro. Far cuocere a fuoco molto basso per 50 m. fino a che non assorba tutto il latte. Deve diventare abbastanza asciutto come un risotto. Far raffreddare. 
Nel frattempo che si sta cuocendo il farro con il latte, preparare la pasta: fare la fontana con le farine, far fondere il burro versarlo al centro insieme al sale (un pizzicotto) e aiutandovi con una forchetta cercate di amalgamare il tutto aiutandovi con 1 o 2 cucchiaiate di acqua tiepida formando una palla. Avvolgerla con della pellicola e tenerla in frigo per un'oretta.
Quando il farro sarà a temperatura ambiente versarlo in una ciotola incorporando le uova leggermente sbattute, il pecorino (circa 3 cucchiai), il parmigiano (3 cucchiai), del pepe e se occorre un pochino di sale.
Trascorso il tempo dovuto, imburrare ed infarinare una teglia di circa 24 cm e foderarla con la pasta, poi versare all'interno il ripieno e con gli avanzi della stessa pasta fare delle striscioline per decorarla come una crostata. Avvolgere bene i bordi spennellare con un uovo battuto e spargere, solo sulle strisce di pasta dei semini o del sale grosso nero delle Hawaii (eh, visto che sciccheria!!!). infornare a 200°C per 30 m.

Ci tenevo a farvi sapere che il farro che ho utilizzato è dell'Azienda Agricola Filosini di Ville di Fano di Montereale (AQ) ho provato tutti i loro prodotti e sono veramente eccezionali!

Io non ho fatto striscioline e decorazioni.
La presenza della farina di farro ha dato una consistenza molto rustica alla pasta. Questione di gusti. A me piace molto e anche ad altre persone che l'hanno assaggiata. Ad una mia amica non è piaciuta proprio per questa rusticità.
Tanti hanno creduto che fosse una torta rustica con la ricotta... ed è quello che ricorda!
A me è piaciuta, e anche molto. E quindi merita alla grande un posto nella mia rubrica... 


E allora grazie Sabry, anche dei tuoi consigli telefonici mentre la preparavo. Sempre disponibile e presente! 



E un assaggio virtuale anche a tutti voi.
Che aspettate? 
Provatela e poi fatemi sapere!


Buon fine settimana SOLEGGIATO!






giovedì 4 settembre 2014

Timballo di maccheroni


Chi mi ha conosciuto adesso mai potrebbe immaginare che io sia stata una bambina inappetente. La vera disperazione della famiglia. Si organizzavano veri e propri show per farmi mangiare. Io serravo quella bocca - ancora me lo ricordo come se fosse ieri - e se potevo, cominciavo a nascondermi appena si avvicinava l'ora del pranzo e della cena. Non mi piaceva niente... Solo lattuccio e pane(neanche i dolci!), l'ovetto (e quello "faceva male" e quindi non lo vedevo quasi mai) e il timballo di maccheroni di papà!
In effetti era lui il cuoco ufficiale della famiglia. Complice il fatto che sapesse cucinare veramente bene e che lavorando la notte, la mattina tornava con la spesa fatta e tanta voglia di cucinare. Me lo ricordo ancora in quella cucina stretta, ma lunga lunga, con il canovaccio appeso nel taschino posteriore dei pantaloni, intento a fare il battuto su quella battilonta "vissuta", con quel coltello dalle mille virtù (taglia, apre le scatole, batte la carne...) e io incantata a vederlo fare le palline di carne... 



E proprio queste palline di carne erano il motore trainante della mia fantasia, mi mettevano voglia di mangiare. Non chiedetemene il motivo. Forse mi era stata raccontata qualche storia che aveva acceso i ricettori delle mie papille gustative o qualcosa del genere, non saprei dirlo. Ma ricordo che erano ancor più piccine e tutte uguali e io lo seguivo passo passo nella cucina a vederlo comporre quella grande teglia che portava aria di festa in tavola!

Io ho scelto di prepararle monoporzione, ognuna nella propria cocotte... 


Ingredienti per due
200 g di pasta formato ziti
100 gr circa di carne macinata
250 g di polpa di pomodoro
1 uovo sodo
cipolla e sedano
50 g  parmigiano reggiano
200 g di mozzarella soda e compatta
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale e pepe q.b
pangrattato e burro per le cocotte





Preparare le palline di carne con sola carne macinata e sale.
Preparare le uova sode e lasciarle raffreddare.
Fare un battuto di cipolla e sedano e farlo soffriggere nell'olio. 
Adagiarvi le polpettine e farle rosolare. Aggiungere la salsa di pomodoro, sale e pepe e lasciare insaporire per una buona mezz'ora. 
Spezzare gli ziti a un'altezza di circa 5 centimetri e lessarle a mezza cottura in abbondante acqua salata. Scolare e condire con metà della salsa di pomodoro con la carne e metà del parmigiano grattugiato.
Imburrare e cospargere di pangrattato le cocottine di terracotta. Adagiarvi un primo strato di ziti condite con la salsa di pomodoro e carne, aggiungere una spolverata di parmigiano e la mozzarella, bella soda e compatta (meglio se lasciata scolare mentre si preparava il tutto), spicchi di uovo sodo e altra salsa di pomodoro e polpettine.
Proseguire fino alla fine degli ingredienti, terminando con un po' di salsa, di polpettine e di parmigiano.



Far cuocere una ventina di minuti in forno a 200 gradi circa, fino alla formazione della crosticina in superficie. 

Questa è la ricetta base del timballo di maccheroni. 
In realtà per anni è stata anche la classica ricetta svuotafrigo. Io la ricordo con pezzettini di salame, di formaggi, di altri rimasugli in frigo. E oggi sta tornando molto l'interesse per la cucina del riciclo, per la salvaguardia e il rispetto che il cibo merita. Ce lo impongono anche le nostre tasche, ma non per questo a svantaggio dei sapori. 
E sempre di più si fa attenzione a non buttar via nulla, tant'è che sono in continuo aumento le proposte di ricette fatte solo con gli scarti del cibo. Addirittura grandi chef stanno portando in auge proprio questo tipo di cucina oltre ad aprire ristoranti che cucineranno unicamente con i prodotti che noi oggi scartiamo e buttiamo nella spazzatura! 
Ne vedremo delle belle!

Intanto io mi godo il mio timballo dai ricordi mai sopiti!! 



Con questa ricetta partecipo al contest "I magnifici 6" dell'Associazione Italiana Food Blogger, 
tema: TIMBALLO 

Girolio d'Italia





sabato 30 agosto 2014

Poppy Seed Citrus Cake


Avere tra le mani il libro California Bakery, significa non riuscire a resistere troppo a lungo.
Questa torta mi faceva capolino dalla copertina da troppo tempo. E dicevo tra me e me ... "Aspetto il periodo delle arance di Sicilia per provarla".
Alla fine ho ceduto. Le arance oramai le troviamo tutto l'anno. Non saranno i tarocchi di Sicilia, ma il loro dovere lo hanno fatto bene...
Intanto abbiamo fatto allenamento e poi appena arriveranno i nostri adorati tarocchi si ripartirà alla grande!
Ogni scusa sarà buona per replicare, perché qui lo dico, e giammai lo nego, questa Poppy è uno schianto!!!  
E così, libro aperto, frusta in pugno, tutti gli ingredienti in fila, si comincia!!!

Ingredienti
Per l'impasto:
225 g di zucchero semolato bianco
280 g farina 00
12 g lievito
2 g sale
135 ml succo d'arancia
scorza grattugiata di un limone
scorza grattugiata di un'arancia e 1/2
135 ml di olio di semi di girasole
3 uova
100 g di semi di papavero (io ne ho usati 50)



Per la salsa d'arance
150 ml succo d'arancia
150 g zucchero semolato
100 ml acqua
Procedimento



In una grande ciotola versiamo senza mescolare:
succo d'arancia
olio
uova
zucchero
farina
sale
lievito
semi di papavero
scorze di arancia e limone grattugiate.
Mescolare solo dopo aver inserito tutti gli ingredienti.
Amalgamare con la frusta a mano per circa un minuto, cercando di incorporare aria, per far sì che si sviluppi il glutine contenuto nella farina che insieme al lievito darà corpo al dolce.
Pulire le pareti della ciotola con un leccapentola e mescolare con ancora più energia fino a ottenere un composto liscio dalla consistenza a nastro.

Cuocere a forno preriscaldato a 170° per 30/35 min. (prova stecchino).

Per la salsa d'arance:
Versare tutti gli ingredienti in un pentolino e cuocere a fuoco basso, fino a raggiungere la densità desiderata.


Dopo aver sfornato, con un lungo stecchino praticare dei fori  sulla superficie e spennellare con la salsa di arance in modo che venga assorbita un po'.



Dopo 20 minuti capovolgere e spennellare con la rimanente salsa di arance. 



Mi sono commossa... 



Non ho cambiato di una virgola il procedimento riportato sul libro (mai cambiamenti la prima volta!), se non la quantità dei semi di papavero, ma solo perché non ne avevo di più. A dire il vero, però, mi sono sembrati sufficienti.

Lo stampo è solo un caso che fosse in casa... sapete le mie compulsioni a volte tornano utili!!

Buon dolce week end a tutti, con un tocco di dolcezza in più per tutti coloro che lunedì torneranno al lavoro dalle ferie... Si sa! sono i più bisognosi di coccole! 




giovedì 28 agosto 2014

Agliata bianca


I pesti all'aglio fanno parte della tradizione della nostra cucina. Uno di questi mi fa letteralmente impazzire per quanto ne sono ghiotta. E' una ricetta antica, del tardo medioevo, che si può ritrova già nel libro de Arte Coquinaria del Maestro Martino da Como, cuoco e gastronomo italiano del XV secolo. 

L'utilizzo di buone mandorle bio e di un aglio d'eccezione come il rosso di Sulmona, ne conferiscono sapore unico, ottimo accompagnamento a bolliti e lessi, sia di carne che di pesce.
In realtà io l'ho anche spalmato su una bruschettina calda ecroccante e ci stava proprio bene!



Ingredienti
70 gr di mandorle bio pelate
3 spicchi di aglio (io ho usato il rosso di Sulmona, dal sapore particolarmente intenso e piccante)
la mollica di 1 fetta di pane raffermo 
40 cl. circa di brodo di manzo sgrassato
sale q.b.

Ammorbidire il pane nel brodo sgrassato.
In un mortaio pestare le mandorle e l'aglio (si può tranquillamente anche frullare). 
Aggiungere la mollica di pane e schiacciare (o frullare) aggiungendo il brodo poco alla volta, fino a ottenere la consistenza morbida e cremosa desiderata. 
Aggiustare di sale secondo i propri gusti.

Io l'ho portata in tavola insieme a un bollito di manzo.




Questa è la versione tratta dal libro terzo de Arte Coquinaria del Maestro Martino da Como:



L'agliata bianca è tratto dal Capitolo III "Per far ogni sapore".Il Libro de Arte Coquinaria viene considerato fondamento della letteratura gastronomica italiana.
Da qui il passaggio dalla cucina medievale a quella rinascimentale. 


Se ne prepariamo in eccedenza, si conserva molto bene in un vasetto coperto con un buon olio extravergine di oliva. 
Nella mia bruschetta ho utilizzato proprio parte di agliata in eccedenza e conservato così in frigo. E anche l'olio si era profumato di questo pesto meraviglioso!

Con questa ricetta partecipo al contest "I magnifici 6" dell'Associazione Italiana Food Blogger, 
tema: PESTO 





giovedì 21 agosto 2014

Pollo zenzero e cumino


Quante volte vi ho raccontato che attraverso il mondo dei foodblogger ho imparato a conoscere le spezie e a innamorarmene? Di due in particolare, credo, non ne farei più a meno - in realtà ce ne aggiungere altre tre o quattro, ma oggi mi fermo a due - lo zenzero e il cumino!
Felicemente sposati a peperoni, cipolla di tropea e pollo... questa la mia proposta di oggi. 


Per prima cosa mi sono tagliata tutti gli ingredienti a striscioline, cercando di avere su per giù la stessa misura per avere gli stessi tempi di cottura.
Ho scelto i peperoni corno di bue che mi sembrava si adattassero bene per questa ricetta


In una wok ho messo a rosolare la cipolla insieme al pollo tagliato a striscioline sottili,.  Ho saltato pochi minuti e aggiunto i peperoni. Ho salato, pepato e irrorato con 1 cucchiaio di olio di sesamo, 1 cucchiaino colmo di cumino e uno di zenzero in polvere. Se avete lo zenzero fresco potete grattugiarlo direttamente sopra.




C'è poco da fare. La cottura nella wok è a temperature molto alte e basta saltare tutto veramente pochi minuti per avere un piatto gustoso in tempi brevi. A me personalmente piace mantenere le verdure croccantine... 





Ed eccolo qui, pronto in tavola. Mette anche allegria con i suoi colori variopinti. Aggiungo... è anche leggero e quindi senza sensi di colpa!
Profumato! Quel tocco di spezie non guasta, anzi, ne esalta il sapore. Un retrogusto leggermente agrumato portato da entrambe le spezie.
La prossima volta ci aggiungo anche la curcuma...  

 Buon appetito e buon proseguimento di ferie per chi ci sta e di giornata per tutti gli altri. 


Alla prossima!


martedì 5 agosto 2014

Spiedini di coda di rospo con salsa al prezzemolo


Sto ufficialmente in ferie. I ritmi sono già cambiati, anche se continuo ad alzarmi presto. Le abitudini sono dure a morire... ma nessuno poi mi vieta di farmi la pennichella pomeridiana, casomai sul lettino in giardino, all'ombra dei pini... E anche i tempi per preparare da mangiare sono più umani. E siccome per me estate significa mare e mare porta alla mente il pesce, inauguro le mie ferie con un piatto dal sapore di mare!Ho fatto degli spiedini di pesce, in questo caso utilizzando dei bocconcini di coda di rospo, dal sapore così delicato e tanto facili da pulire, essendo privi di spine. Questa volta ho utilizzato pesce surgelato, appena andrò al mercato replicherò con del bel pesce fresco!




Ingredienti per due persone

380 gr circa di bocconcini di coda di rospo
qualche cucchiaio di pangrattato INPAN di Ariosto
Prezzemolo q.b.
1 spicchio di aglio
2 cucchiai di pecorino
sale e pepe

per la salsa al prezzemolo
un mazzetto di prezzemolo
1 spicchio di aglio
qualche fogliolina di menta
2 alici sott'olio
una manciata di capperi sotto sale 
olio extravergine di oliva q.b. 3 cucchiai
una spruzzatina di succo di limone
se serve un po' di acqua






Per prima cosa ho immerso gli spiedini di legno in acqua ghiacciata fino al momento dell'utilizzo (almeno 30 minuti)

Ho preparato la panatura mescolando il pangrattato Inpan di Ariosto con il pecorino, l'aglio, il prezzemolo, il sale e il pepe











Ho spellato 2 codine di rospo e ne ho ricavato dei bocconcini che ho fatto rotolare nella panatura condita.
Ho infilzato i bocconcini negli spiedini e li ho adagiati in una teglia da forno ricoperta di carta da forno leggermente unta. Ho passato anche un piccolo giro di olio sopra gli spiedini e ho infornato per circa 15-20 minuti (fin quando si forma una crosticina dorata croccante) in forno caldo a 180°






Nel frattempo ho preparato la salsa al prezzemolo mettendo nel mixer il prezzemolo, le alici, l'aglio, l'olio, il succo del limone, i capperi. Se occorre per renderla un pochino più fluida possiamo aggiungere un po' di acqua (o altro olio se preferite)


Ho versato un po' di salsa preparata sul piatto e ho adagiato sopra gli spiedini. Ho accompagnato con fagiolini novelli tenerissimi all'agro... 

Un piatto veloce, semplice, ben bilanciato. Mi è decisamente piaciuto. ... Un consiglio per una cenetta all'aperto... sperando che non piova!!

Alla prossima!




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