domenica 21 dicembre 2014

Farro e gamberi... la complicità in una ricetta


Tutto nasce dall'avere due case nello stessa località, Borbona, un ameno paesino sull’Appennino laziale, adagiato in una ampia vallata, dove scorre lentamente un piccolo fiume disegnando ampie curve, circondata dalle catene del Terminillo, del Gran Sasso, dei Monti della Laga e dai loro contrafforti collinari ricoperti da boschi di querce, castagni e noccioli.


Anzi, in realtà le case sono tre e, per una strana coincidenza, l'una attaccata all' altra e la terza, piccola ma deliziosa, Sabrina la mette a disposizione di Elena. Ci vuole poco ad organizzarci e, detto fatto, 
ci ritroviamo noi tre a trascorrere a trascorrere qualche giorno insieme condividendo le nostre passioni tra cavalletti, macchine fotografiche, computer, tablet e pentole: cucinare, fotografare, scrivere.


Ogni cosa scorre come in un meccanismo ben oliato, avevamo detto di pranzare insieme un giorno e ci siamo ritrovate a condividere ogni pasto, a cucinare insieme, a chiacchierare , a farci confidenze! E tutto con grande naturalezza e con la collaborazione dei rispettivi mariti che, rispettando il nostro desiderio di stare insieme, hanno anzi contribuito, chi fornendo materiale per i set, le famose e tanto amate tavole, chi procurandoci la materia prima per i nostri piatti, dei bellissimi funghi appena raccolti. Insomma, un pizzico di sana e simpatica presa in giro da parte dei nostri mariti, un nonnulla di solidarietà maschile, un'abbondante dose di risate e chiacchiere, una generosa manciata di allegria, una bella presa di rispetto reciproco...ed ecco la ricetta perfetta per giorni che non dimenticheremo! Da tutto questo è scaturita la necessità di raccontare questa esperienza attraverso la realizzazione di un piatto a sei mani che, come dice Elena , non è poi così complicato da richiedere il lavoro di tutte, ma che rappresenta queste belle giornate passate insieme (Candida)


* * *  
                                        
Dopo tanto parlare, finalmente si è concretizzato il nostro desiderio di trascorrere qualche giorno insieme. E finalmente sono arrivate le mie amiche di passioni...essì perchè le nostre passioni sono tante: la cucina, la fotografia, la ricerca per mercatini di materiali per allestire i set, la maniacalità per i prodotti di qualità. Le mie amiche di passioni dicevo, Candida ed Elena. Candida, come me ha una casa a Borbona mentre Elena è stata ospitata in una seconda mia casa che avevo allestito per lei come se fosse un bed&breakfast: una casetta piccolina ma accogliente. Ma non si poteva stare divise per cui abbiamo trascorso quattro giorni praticamente chiuse a parlare, parlare, parlare e cucinare, fotografare...una meraviglia! Non trascorrevo giornate così serene da tanto tempo….è incredibile quante cose abbiano da dirsi le donne...non si esauriscono mai...cervelli sempre in movimento per la disperazione degli uomini. La pazienza è stata il fattore determinante di queste giornate, i nostri mariti ci hanno aiutato a stare serene, con discrezione e tanto autoironia, ci hanno assecondato e aiutato nel recupero di vecchie tavole...anche queste sono coccole ma a loro non lo diciamo! 




E così mentre si ragionava, si fotografava e si cucinava è nata questa ricetta a 6 mani e tre teste...un piatto semplice con un farro gentile locale che ci ha seguito per tutta la preparazione donando egregiamente la sua bontà e l’ingrediente principale è stata la complicità! Così è nato un piatto eccezionale un confort food lo potrei definire, un piatto che ci ha scaldato i cuori e messo tutti d’accordo! 
Bellissimo è stato cucinare e fotografare, allestire un set idoneo alla ricetta, trovare i colori, le luci...già le luci! Se poco poco si spostava l’obiettivo si vedeva me e Candida a sorreggere una tovaglia bianca per dar modo ad Elena di scattare la foto giusta con la giusta luce, la foto di pancia, come la chiama lei!  E quante risate, e pensieri e confidenze...siamo donne e siamo belle, forti e tenere allo stesso tempo! (Sabrina)


* * * 


Tre foodblogger diventate amiche strada facendo. Io Sabrina e Candida, con la stessa voglia di condividere la nostra passione, cucina e fotografia. L’occasione giusta arriva. Per Sabrina e Candida è facile organizzare una vacanza insieme, seppur di pochi giorni, perché sono originarie dello stesso paese, Borbona, e periodicamente vanno nelle loro case (ma che neanche si conoscevano prima di diventare bloggalline!!!!). L’altra occasione è stata la splendida casetta di Sabrina libera, da mettere a disposizione per me, come se fosse un B&B con tanto di dono di benvenuto! I giorni di ferie in comune, poi, hanno fatto il resto!. Una breve vacanza, decisamente insolita, ma così divertente!! Tutto è stato così naturale. All’inizio un po’ di imbarazzo per stare sempre a casa di Sabrina, quella con la casa più vissuta e quindi con a disposizione praticamente tutto, compreso il materiale per i set fotografici: tavole di legno, pentole in rame e alluminio di quelle “vissute”, cariche di storia e di tradizione, che tanto ci ispira, (altro che mercatino delle pulci dove andare a frugare, cercare e acquistare…).

Poi, tutto diventa naturale!
Ognuna di noi, senza interferenza dell’altra, si organizza per una parte di quella giornata, ognuna fa qualcosa in mezzo a tante risate, tanta allegria!
Accompagnano questi giorni anche tanta pazienza da parte dei mariti, che anzi aiutano nella ricerca di quel materiale che  potesse esserci utile e tanta discrezione, lasciandoci insieme praticamente la maggior parte della giornata. Sempre con il sorriso e, se vogliamo, … lo “sfottò” simpatico da parte loro, con la promessa che prima o poi avrebbero scritto un post “dalla parte dei mariti delle foodblogger”! E se la manterranno, ne leggerete delle belle!!!


E’ nata così l’idea di preparare una ricetta a sei mani, non perché fosse difficile e avesse bisogno di ben 6 zampe per essere eseguita, ma solo per avere una ricetta che diventasse il ricordo di questi bellissimi giorni trascorsi insieme… E ci ha detto anche bene, perché sembra proprio che ai mariti e al bimbo, sia piaciuta assai… La frase a dimostrazione di ciò? “Ma non ce ne sta più? Proprio una volta che mi piaceva tanto!” Mentre noi proteggevamo a spada tratta l’unica porzione messa via per essere fotografata… (Elly)



Ingredienti per ogni persona 


100 gr di farro perlato
100 gr gamberi sgusciati
100 gr di polpa di pomodoro fresco
basilico q.b.
prezzemolo q.b.
brodo di pesce circa un quarto
vino un paio di cucchiai
sale e pepe q.b.
peperoncino q.b.
1 spicchio di cipolla 
olio evo 2 cucchiaio circa

Preparazione
Per prima cosa ho lavare il farro e lasciarlo a bagno in acqua fredda per circa 30 minuti.
In una padella soffriggere nell'olio la cipolla
tritata finemente e il peperoncino. 
Aggiungere i gamberi sgusciati tagliati a pezzetti, lasciandone qualcuno intero. 
Salare e pepare. 
Quando è tutto rosolato sfumare con il vino 
e lasciare evaporare.
A questo punto aggiungere la polpa di pomodoro e il basilico 
e cuocere per circa 5 minuti. 
Unire il farro e un mestolo di brodo e amalgamare prima di trasferire il tutto in una pentola di coccio (o altra pentola che possa andare in forno) 
insieme al rimanente brodo di pesce. 
In pratica bisogna ricoprire tutto il farro e oltre di circa un dito.


Cuocere in forno già caldo a 180 gradi per circa 35/40 minuti.
Lasciare intiepidire prima di servirlo cosparso di prezzemolo tritato e di un filo d'olio extravergine di oliva.


E i miei auguri per le prossime feste natalizie vanno a tutti voi che passate nel mio blog, e a tutte le amicizie che  in questi anni si sono concretizzate tra le pagine di Chez Entity. 
Auguri anche a  tutte voi  Bloggalline
... complici del nostro primo incontro!

Tra pochi giorni, il 31 dicembre, il mio blog compirà tre anni. Mai e poi mai avrei immaginato di incontarci così belle persone! Miglior regalo di questo, non c'è!



domenica 14 dicembre 2014

tiella con cipolle di Tropea e scamorza



Chi non ama le cipolle storcerà il naso. Ma sono altrettanto certa che chi tra loro avrà il coraggio di assaggiare si renderà conto quanto siano buone e dolci e saporite... e penseranno di aver perso tanto fino ad oggi per non aver osato prima. Io sono una di quelle! Se poi per la nostra preparazione utilizziamo un prodotto di eccellenza come le rosse Tropea, la delusione non vi sfiorerà nemmeno lontanamente. 

Ispirata ad una delle tante varietà della mitica tiella di Gaeta, personalizzata per il forno di casa mia. 

Per l'impasto ho utilizzato gli stessi ingredienti della tiella di Gaeta con il polpo che trovate qui

500 gr  di farina 00 
20 gr di lievito di birra
2 cucchiai di olio evo
Circa 200 gr di acqua tiepida... (quanta ne occorre per un impasto morbido, un quarto almeno)
1 cucchiaino di zucchero
sale fino




Per il ripieno:
800 gr di cipolle rosse di Tropea
3 cucchiai di parmigiano reggiano
3 cucchiai di pecorino romano
3 uova
1 scamorza tagliata a cubetti
olio extravergine di oliva
prezzemolo
sale e pepe




Prepariamo la pasta
Ho sciolto il lievito di birra in mezzo bicchiere di acqua tiepida e 1 cucchiaino di zucchero (o di miele in sostituzione) e l’ho lasciato riposare una decina di minuti poi l’ho posto al centro della farina setacciata, con l’olio. Ho cominciato a  impastare aggiungendo man mano l’acqua tiepida fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico. Mentre impastavo ho aggiunto un po’ di sale. Ho fatto una palla che ho coperto con un canovaccio e ho lasciato lievitare circa un’ora in luogo tiepido(fino al raddoppio).

Cuciniamo il ripieno
In una capiente padella cuociamo le cipolle affettate sottilmente con l'olio. Appena saranno imbiondite spegnere e lasciare intiepidire e poi aggiungere le uova sbattute,il trito di prezzemolo, il parmigiano e il pecorino grattugiati. Mescolare bene. Tagliare la scamorza a pezzetti.

Stendiamo ... e riempiamo!
Ho steso due dischi di pasta, uno leggermente più grande dell’altro. Con quello di diametro maggiore ho ricoperto una teglia (TIELLA) unta di olio coprendone il bordo, ho versato il ripieno di cipolle e formaggi e poi la scamorza per ultima. Ho coperto con l’altra metà della pasta. Ho sigillato bene il bordo, ho  spennellato d’olio e , punzecchiato con rebbi di una forchetta ed infornato a 200° per circa 40 minuti.


Per me.... una vera prelibatezza. E per voi?




sabato 6 dicembre 2014

Pollo all'arancia con finocchietto selvatico


Il tempo delle arance è arrivato. L'agrume che preferisco in assoluto, così versatile, pronto a essere gustato così al naturale o per insaporire e anzi, direi esaltare, i nostri piatti.

Oggi ci ho preparato una marinata per il pollo. E non si butta via niente.... Scorza e succo in abbondanza. E come sposarlo al meglio? Ma con il mitico finocchietto selvatico! Quanto mi piace questo binomio!



Ingredienti x 4

1 pollo tagliato a pezzi e spellato
1 arancia, possibilmente da agricoltura biologica
2 spicchietti di aglio rosso
1 mazzetto di finocchietto selvatico
sale e pepe q.b.
olio extravergine di oliva
1/2 bicchiere di vino bianco

Preparazione

Ho lavato bene il pollo, l'ho asciugato e l'ho messo a marinare con il succo dell'arancia, un po' di olio, 1 spicchietto di aglio spremuto, sale e pepe. Ho lasciato marinare in frigorifero per un paio di ore. 
Ho scaldato un giro di olio con uno spicchio di aglio incamiciato. Ho scolato il pollo dalla marinatura (mantenendola da parte filtrata) e ho fatto rosolare bene. Ho aggiunto a questo punto il vino e ho fatto sfumare e poi il succo della marinata la scorza grattugiata e altro di finocchietto. Ho lasciato cuocere prima a fuoco lento fino a cottura ultimata e poi alla fine ho alzato la fiamma per far restringere e addensare la salsa. 



Delizioso. Un profuomo invitante e un gusto delicato e allo stesso tempo avvolgente. In tutta la sua semplicità!

Buona lungo fine settimana a tutti!

domenica 30 novembre 2014

Spaghetti di farro all'aglio rosso di Sulmona e peperoncino


Potrebbe sembrare un piatto banale: aglio, olio e peperoncino.
Quante volte lo abbiamo mangiato?
Quest'anno l'ho provato con due prodotti eccezionali, una di quelle idee che ti fanno dire: "Non ci sta niente da fare, la riuscita di un buon piatto passa per la bontà delle materie prime!"
E così è stato.
Non i soliti spaghetti, ma un particolare tipo biologico con farina di farro e l'aglio rosso di Sulmona che ne esalta il sapore. Per non parlare dell'olio. Ho la fortuna di poter avere un ottimo olio in regalo direttamente dai produttori, dalle campagne ciociare, genuino, saporito e delicato al punto giusto. Il peperoncino e il prezzemolo sono del mio giardino...
Non faccio pubblicità a nessuno, se non a prodotti di qualità!
E gustarsi un piatto così semplice, ma dal sapore così intenso e gustoso..



Ingredienti
400 gr di spaghetti bio di farro integrale 
Qualche spicchietto di aglio rosso di Sulmona
Olio extravergine di olive ciociaro bio
prezzemolo e peperoncino my garden
sale

Procedimento

Lessiamo in abbondante acqua salata gli spaghetti di farro bio 
Nel frattempo mettiamo l'olio, il peperoncino e l'aglio tagliato a pezzettini in olio extravergine di oliva. Io ci metto anche un po' di sale. Far "sfrigolare" e spegnere.
Scolare gli spaghetti al dente e condirli direttamente della padella con aglio olio e peperoncino. Impiattare e cospargere di prezzemolo tagliato al momento.

Una vera bontà... 

giovedì 27 novembre 2014

Muffins caffè e cioccolata per mtc n° 43


Il mio primo mtc! Emozione e voglia di fare bene di non sbagliare. Non è facile per me in questo periodo, ma voglio esserci. E entro in punta di piedi e ... con una novità in assoluto.
Francy mi fa piacere cominciare con te, sei stata una delle prime persone incontrate nel web, con tanta simpatia e stima! 

MTC N. 43: LA RICETTA DELLA SFIDA DI NOVEMBRE 2014

è all'insegna dei mitici muffins, dolci e salati e per la prima volta la ricetta deve in qualche modo trarre ispirazione da un testo letterario. E la mia scelta è andata al caffè, e alla commedia di Eduardo "Natale in casa Cupiello" della quale vi riporto il passo dedicato al caffè...



Ed è proprio vero, caro Eduardo, sul caffè non si può, né si deve risparmiare! Sia per sorseggiarlo in tutta la sua bontà, sia per utilizzarlo come ingrediente della nostra ricetta. 
Per la buona riuscita di una ricetta ci deve stare sempre un prodotto di qualità e buono... e poi seguendo tutti gli accorgimenti suggeriti da Francesca ho preparato questi deliziosi muffins al caffè... e pure al cioccolato!


Ingredienti:


200 gr di farina 00
20 gr di caffè macinato
80 gr di cioccolato fondente tagliato a coltello
100 gr di zucchero di canna
1 pizzico di sale
1 uovo
1 vasetto di yogurt al caffè
1 tazzina di caffè espresso ristretto
100 gr di burro morbido
6 g di cremor tartaro
1/2 cucchiaino di bicarbonato



E i pirottini? Indecisa, come sempre!


Ho preriscaldato il forno a 180°.
Ho sistemto i pirottini nella teglia per i muffins. 
Ho mescolato farina, zucchero, polvere di caffè, la cioccolata fondente il sale e il lievito nella ciotola più grande.
Ho mescolato l'uovo, lo yogurt, il burro, e il caffè ristretto in un'altra ciotola e poi l'ho versato nella ciotola grande. Ho mescolato quel tanto che è bastato a amalgamare tutti gli ingredienti, senza lavorare troppo l'impasto. 
Ho riempito i pirottini per circa 3 quarti e ho infornato per 20 minuti nel forno statico. Ho fatto raffreddare su una gratella.










Con questa ricetta partecipo all'MTC n. 43
La sfida di questo mese sono "I Muffins" di Francesca Carloni del blog Burro e Zucchero 
questo mese la ricetta dee trarre ispirazione da un'opera letteraria 

lunedì 17 novembre 2014

Conchiglioni ripieni al gruyère con crema di porcini e cotto



 Ingrediente della ricetta di oggi è






Questo formaggio a pasta dura viene prodotto da secoli nei caseifici di paese di tutta la regione attorno al comune di Gruyères, nel Canton Friburgo, seguendo la ricetta tradizionale . Le mucche che producono questa preziosa materia prima si nutrono d’estate dell’erba dei pascoli e di fieno durante la stagione invernale. L’uso di additivi è assolutamente vietato. Durante i numerosi mesi di stagionatura, le forme vengono periodicamente spazzolate, lavate con acqua salata e capovolte. L’umidità permette alle muffe di svilupparsi e queste favoriscono poi la maturazione del formaggio, dalla crosta verso l’interno. È questo processo che dà al Gruyère DOP il suo specialissimo sapore.
I diversi gradi di maturazione (tra i 5 e i 10 mesi) gli conferiscono un gusto che varia dal dolce al piccante. 


La mia proposta di oggi
Conchiglioni ripieni al gruyère con crema di porcini e cotto

Ingredienti per 4 conchiglioni

4 conchiglioni 
40 gr di gruyère switzerland dop

Per la crema di funghi porcini:
80 gr di funghi porcini 
40 gr di prosciutto cotto



Lessare molto al dente i conchiglioni, scolarli su un telo ben pulito e lasciar raffreddare.


Con questa ricetta partecipo
 al contestorganizzato da Formaggi Svizzeri
 e dal Blog Peperoni e Patate.
Preparare la crema di porcini e cotto: Scaldare i due cucchiai di olio e insaporirvi lo scalogno tritato finemente. Unire i funghi porcini tritati, mescolare, salare, pepare e cuocere per alcuni minuti. 

Nel frattempo sbattere l'uovo con qualche cucchiaio di panna Aggiungerlo ai funghi e cuocere per circa 5 minuti facendo addensare la salsa.

Tritare il prosciutto cotto e aggiungerlo ai funghi, mescolare bene e togliere dal fuoco.
Riempire i conchiglioni con un paio di cubetti di gruyere e la crema di funghi e cotto. Cospargere con il gruyere tritato grossolanamente nei fori larghi.
Infornare in forno caldo a 180° per circa 20 minuti, fin quando si fonde il formaggio e si forma una crosticina croccante.



I conchiglioni ripieni fanno parte di quei ricordi del cuore che riportano alla mente le domeniche passate con a famiglia riunita intorno al tavolo. Un lavoro a catena, spesso. Ognuno faceva un passaggio... e tanta allegria e la voglia di stare insieme!

La preparazione con questo formaggio doc prezioso non ha potuto che esaltare la bontà di questa preparazione. 

domenica 16 novembre 2014

Piccoli pie di pere con emmentaler svizzero, radicchio e pinoli


Per la prima volta quet'anno,anche io partecipo al contest 


organizzato da Formaggi Svizzeri e dal Blog Peperoni e Patate.
Per questa prima ricetta, ho utilizzato l'emmentaler, il più famoso formaggio coi buchi del mondo! Un formaggio dal profumo dolce delicato che ricorda vagamente quello delle noci e dai caratteristici buchi grandi come le ciliege!
Ricavato dal latte di mucche che pascolano libere nella Valle Emme e nei cantoni confinanti, è un formaggio che si mangia volentieri crudo, ma che si adatta benissimo a preparazioni cotte, donando quella classica e deliziosa morbidezza filante ai nostri piatti!


Per saperne qualcosina più...



La mia proposta: 
Piccoli pie di pere con emmentaler, radicchio e pinoli


Ingredienti per 4 persone



1 rotolo di pasta sfoglia

100 gr di radicchio trevigiano
1 piccolo scalogno
200 gr di emmentaler svizzero dop
1 pera
una manciata di pinoli tostati
1 rosso d'uovo + 2 cucchiai di latte
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale e pepe



Lavare il radicchio e tritarlo. Appassire nell'olio lo scalogno e fatevi cuocere per qualche minuti il radicchio aggiustando di sale e pepe. Farlo raffreddare.



Tagliare la polpa della pera a dadini.

Tagliare l'emmentaler a dadini.
Tostare i pinoli


Ricavare 8 dischi dalla pasta sfoglia, 4 a ricoprire, sbordando, la formina scelta (io ho usato formine per crostatine da 10 cm) e 4 dischi più piccoli da riporre sopra con ci classici tagli della torta pie.



Rivestire le formine con il disco più grande. Bucherellare con una forchetta e adagiarvi sopra il radicchio, le pere, l'emmentaler e i pinoli tostati.

Mescolare il tuorlo conil latte Coprire gli stampini con il disco piccolo facendo aderire bene i bordi premendo con le dita Spennelare la superficie con l'uovo e il latte.

Cuocere in forno caldo a 200° per circa 15 minuti.. 


Adesso la motivazione perché è una delle mie ricette del cuore.
Sicuramente insolita, vedrete.... Io da piccola odiavo il formaggio con i buchi. Non lo sopportavo proprio! Così, senza neanche assaggiarlo.
Il motivo? Presto detto. Si sa che a volte tra bambini si raccontano le storie più truci. E a me raccontarono quella del topolino che mangiava il formaggio... e lasciava il segno con il buco!
Orrore!!!! Odiavo (e ancora oggi, la cosa non è cambiata!!!) ed ero terrorizzata dai topi!

Un giorno papà preparò una specie di raviolini con all'interno pera, "formaggio coi buchi" e pinoli. Credo fossero fritti, non ricordo bene. Quel che ricordo è che mi piacquero tanto e pian piano mi convinsero che nessun topolino passava per quei buchi! E da quella prima ricetta, tante se ne aggiungero. E oggi una delle mie variazioni sul tema!











mercoledì 29 ottobre 2014

Happy hour con i salumi Peveri tra spiedini e piattini croccanti!









Non ho saputo resistere all'appello fatto a noi food blogger dai salumifici Peveri per nuove proposte per la creazione di un nuovo aperitivo tipico e d'eccezione dove l'ingrediente principale fosse uno dei loro salumi.
 
E così tra un tripudio di salumi tipici della nostra terra,
 
Coppa piacentina Dop, Pancetta Piacentina Dop, Salame piacentino Dop e Mandola.
per la mia proposta ho scelto la Mandòla, un salame di prosciutto dal sapore dolce e delicato, fatto di carni di suino scrupolosamente magre tutte del circuito DOP Piacenza, nato, allevato e macellato in Italia, nelle regioni Emilia Romagna e Lombardia. E tutto viene condito con sale, spezie e aromi naturali macerati nel Gutturnio, vino simbolo della tradizione piacentina. 
 
 
 
 
E per un happy hour frizzante, allegro, e di gran gusto, ho due proposte in serbo. Uno spiedino che unisce sapore di mare e terra con un trait d'union dolce e morbido e una bruschettina delicata accompagnata da una fetta di salame e zucchine grigliate.
Eccole nei particolari: 
 
 
Spiedino di Mandòla, ananas e Code di mazzancolle ai due sesami
 
Ingredienti per ogni spiedino:
1 coda di mazzancolla privata del carapace
1 spicchio di ananas
1 fetta generosa di Mandòla
e inoltre....
Succo d'arancia q.b.
olio 1 cucchiaio
sesamo integrale e sesamo nero
sale e pepe q.b
 
Privare le mazzancolle del carapace e metterle in una marinata a base di arancia, olio evo, sale e pepe per circa 30 minuti.
Scolarle dalla marinata, passarle nell'albume d'uovo leggermente sbattuto e poi nel mix dei due sesami.
Porre le code su una teglia rivestita di carta da forno e cuocere in a 180° per circa 15 minuti.
Formare gli spiedini con le code di mazzancolle, l'ananas e la generosa fetta di Mandola, che veramente merita tanto!
 
Accompagnare ad un buon vino, giovane e garbato....
 
La mandola si sposa bene con la frutta di stagione, ma anche con il pane bianco.
La mia seconda proposta è accompagnata proprio da piattini di pane bianco....
 
 
 
Piattini bruschettati con Mandòla e zucchine grigliate

Ingredienti per ogni.... piattino...
 
 1 fetta di pane bianco morbido da tramezzini
1 fetta di salame Mandòla
1 fetta di zucchina grigliata
olio extravergine di oliva
 
 
 
Per prima cosa con un coppapasta tondo ho tagliato il pane. L'ho assottigliato utilizzando un piccolo mattarello e spennellato di olio dalla parte che andrà a contatto con la formina. Io ho utilizzato una formina per crostatine. Ho infornato a 180° per 8 minuti.
Ho sfornato, guarnito con la fetta di salame e la fetta di zucchina grigliata e irrorata con un poco di olio extravergine di oliva.
....
 
Spiedini e piattini sono andati a ruba. Il salame apprezzato.
Ottimo, direi.
 
Adesso sarei curiosa di assaporare gli altri spendidi salumi della tradizione della famiglia Peveri che continua con amore, tradizione e dedizione quest'arte secolare a produrre  salumi d'eccezione come i loro.tipici piacentini e garantiti da marchio DOP.
 

Con questa ricetta partecipo al Contest Happy Hour Dop con i Salumi Peveri

Salumi Peveri
 

sabato 11 ottobre 2014

Pollo alle cipolle di Cannara gratinato. Ricetta light



Questa estate, quando sono andata a Borbona a trovare la mia amica Sabrina, sono capitata il giorno di ferragosto quando si svolge un grande mercato dove affluiscono venditori anche dalle zone limitrofe. E così mi sono imbattuta nei cipollari di Cannara che vendevano la loro giustamente decantata cipolla e quindi non potevo farmela cscappare. A parte il fatto che solo a vedere queste confezioni colorate mette proprio voglia di provarla e di metterla anche in esposizione, per quanto sono belle. Ma dopo averne assaggiato il gusto me ne sono letteralmente innamorata. Adesso sto in crisi di astinenza... sta finendo! 

Vi propongo un piatto leggero, gustoso, adatto a chiunque. Chi vuole saperne di più su questa favolosa cipolla, può leggere le caratterstiche nella foto in basso.



Ingredienti per 2 persone
350 g di petto di pollo
200 g di cipolla di cannara
1cucchiaio di farina 
2 cucchiai di olio evo
brodo vegetale q.b.
1 cucchiaio di parmigiano reggiano
sale e pepe q.b.

Per il brodo vegetale: acqua, cipolla, carota, sedano, sale. Lasciar cuocere una quarantina di minuti, scolare e utilizzare il brodo.



Preparazione

Ho pelato e tagliato grossolanamente le cipolline, ho tagliato a listarelle il petto di pollo l'ho leggermente infarinato e ho saltato il tutto nell'olio extravergine di oliva, con poco sale e un pizzico di pepe. Appena rosolato ho aggiunto 1 mestolo di brodo vegetale.
Ho fatto riassorbire il liquido, ho cosparso con il parmigiano reggiano e ho passato in forno con il grill acceso, funzione ventilata fio a formare una leggera gratinatura superficiale.



E' un piatto povero di calorie, ma esaltato dal sapore di questa cipolla così delicata e gustosa nello stesso tempo. Un gusto ben equilibrato e soddisfaciente che neanche sembra di gustare un piatto light.
Se proprio non avete a portata di mano le favolose cipolle di cannara, è un piatto che si sposa benissimo con la cipolla di tropea, e alle brute.... a quella bianca, a quella dorata! Fate vobis!
Buon fine settimana a tutti. 


sabato 4 ottobre 2014

Busiate di grano duro timilia: al Sana di Bologna con Ecor e i suoi alimenti ritrovati!
























Quest'anno sono riuscita ad andare a Bologna per SANA 2014, la fiera dedicata esclusivamente al biologico certificato a partire dal cibo fino ad arrivare ai prodotti per il benessere che ha visto la partecipazione delle aziende produttrici di cosmetici biologici e naturali, integratori naturali, trattamenti naturali e prodotti e attrezzature per la cura della persona.
Presente anche il settore degli Altri Prodotti Naturali che ha ospitato le aziende produttrici di tessuti naturali e altri prodotti naturali per il tempo libero e hobby, e proposte alternative per l’abitazione ecologica.

Nel particolare sono stata ospite dello stand di Ecor, azienda all'avanguardia per quanto riguarda il cibo biologico certificato e che già da qualche anno, da quando l'ho scoperto, è presente nella mia cucina e utilizzato in alcuni piatti per il mio blog.

Ecor è presente sul mercato del biologico certificato con una quantità enorme di prodotti, dai legumi alla frutta secca, dai semi ai cereali e a tutti i suoi derivati, un'apoteosi di farine, pasta, riso da riempire gli occhi.



Ecor era presente con gli agricoltori di Le Terre di Ecor, ai quali il pubblico poteva porre domande e parlare della loro scelta per la terra. 
Ecor ci ha anche preparato un simpatico spazio spettacolo "Le mani in pasta" dove noi foodblogger guidati dagli attori della compagnia teatrale Koiné, abbiamo potuto realizzare le tagliatelle con farina di grano duro timilia e cicerchia. Un puro divertimento per noi amanti delle mani in pasta e tanta simpatia con gli attori che ci hanno coinvolto!

La bellezza di ben 6 di queste foto sono di Lalla.. io mi ero persa tra farine e cicerchia!

E naturalmente non potevo mancare di provare uno dei nuovi prodotti che ancora non conoscevo di di Ecor, le busiate di grano timilia.


Il grano duro timilia, insieme al Farro monococco e grano tenero Solina sono tre varietà della tradizione italiana che Ecor ci propone come cereali biologici antichi.
Più di una volta mi sono trovata a parlare del fascino e ammirazione che suscitano in me questi progetti. Anche in questo caso reso possibile dalla collaborazione di agricoltori biologici italiani che con pazienza, dedizione, passione, amore, hanno ricercato i semi, li hanno selezionati, li hanno piantati, seguiti e curati nella loro crescita fino a ottenere un prodotto che conservi intatto tutto il sapore delle cose buone di una volta. 

Ed è questo che ho sentito in bocca quando ho assaggiato il piatto che oggi vi propongo, un piatto con ingredienti semplici che potessero esaltare le qualità di questa pasta.

Busiate di grano duro timilia 
con pomodoro e basilico, melanzane e pecorino

Ingredienti per 4 persone
400 gr di busiate di grano duro Timilia di Ecor
2 melanzane medie tagliate a striscioline
400 gr di polpa di pomodoro
basilico q.b.
olio extravergine di oliva q.b
olio di semi di arachide q.b.
1 piccolo scalogno
pecorino romano dop


Saltare in padella lo scalogno tagliato sottile insieme a due foglioline di basilico, aggiungere la polpa di pomodoro e cuocere per circa 20 minuti. Spegnere e lasciare da parte.




Tagliare la melanzana a striscioline non molto grandi e friggerle in olio di semi di arachide e poi farle asciugare su carta assorbente. 

Aggiungerla al sugo di pomodoro lasciando qualche strisciolina per la decorazione del piatto
Lessare la pasta e condirla con la salsa di pomodoro, basilico e melanzane. 

Completare il piatto con qualche strisciolina di melanzana, il pecorino a scagliette e qualche fogliolina di basilico


Una bontà. La consistenza rustica della pasta  assorbe in maniera sublime il condimento e la consistenza rimane al dente al punto giusto. La consiglio. Una volta va provata!

Buon fine settimana a tutti!

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